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La formazione in simulazione: scelta essenziale per l’infermiere di emergenza territoriale

Aggiornato il: giu 9

a cura del Dott. Enrico Lucenti, Responsabile del Comitato Scientifico di SIIET


La formazione attraverso la metodologia della simulazione ha assunto nell’ultima decade un aspetto di fondamentale importanza nella progettazione dei percorsi formativi in sanità. Nello specifico, l’infermiere operante nel sistema di emergenza territoriale ha iniziato a richiedere, promuovere e realizzare percorsi formativi ad elevato contenuto in termini di simulazione. Il ben noto “cono dell’esperienza" di Dale è un modello che incorpora diverse teorie relative alla progettazione didattica e ai processi di apprendimento, valido ancora ai giorni d’oggi, sebbene risalente agli anni ’60. Edgar Dale ha teorizzato che gli studenti conservano più informazioni su ciò che “fanno” rispetto a ciò che viene da loro “ascoltato”, “letto” o “osservato”. Ascoltare e vedere immagini (passive learning), cioè la classica lezione frontale in aula, non permetterà al discente di superare il 20 - 30% in termini di apprendimento. Opposto a ciò, la simulazione (active learning) darà la possibilità al discente di arrivare fino ad una percentuale pari al 90% (Nota1). Da questa importante ed iniziale considerazione si evince come sia sempre più strategico introdurre in sanità percorsi formativi aventi una componente elevata in termini di tempo dedicato alla simulazione, con l’utilizzo di tecnologie avanzate, per aumentare l’efficacia e l’efficienza delle attività stesse.

È bene ricordare che l'obiettivo della simulazione durante un percorso di apprendimento è quello di replicare gli scenari di cura del paziente in un ambiente coinvolgente e realistico per facilitare (Nota2) feedback e valutazione .

Sono tanti gli articoli in letteratura che trattano l’argomento. Infatti la metodica di apprendimento basata sulla simulazione ha una storia lunga: le sue prime tracce risalgono intorno ai primi anni del 1920 con intensivisti e anestesisti che cercavano di migliorare la sicurezza dei pazienti in sala operatoria (Nota3).

Tornando ai nostri giorni, in una recente meta-analisi è stata evidenziata una significatività del training mediante simulazione rispetto ad altre strategie di apprendimento, migliorando le competenze degli infermieri (nota4).

La simulazione ha iniziato a svolgere un ruolo importante anche nella formazione dello studente infermiere in ambito universitario. Nel 2018, presso la sede di Piacenza del Corso di Studi in Infermieristica, è stato condotto uno studio volto a misurare il livello di soddisfazione degli studenti del 3° anno che per la prima volta vivevano l’esperienza della simulazione nell’ambito dei laboratori come previsti dall’ordinamento didattico del 3° anno. Nella fattispecie è stato chiesto agli studenti di valutare l’esperienza della simulazione su tre aree tematiche: il debriefing, l’apprendimento clinico e il ragionamento clinico. I risultati portano a numerose considerazioni, tutte positive: viene riconosciuta l’importanza del debriefing e vengono riconosciuti i meriti che la simulazione ha nello sviluppo del ragionamento clinico e nell’incremento delle abilità di decision making, fino allo sviluppo di capacità comunicative e collaborative all’interno delle dinamiche di equipe. Tutti erano in accordo nell’affermare che la simulazione con “high fidelity patient simulator” si fosse dimostrata un’esperienza formativa di grande valore, sicuramente da ripetere in futuro, sottolineando anche il periodo di formazione post-laurea (Nota5).

La simulazione necessità tuttavia di un valido sistema di valutazione dell’esperienza stessa, che non può essere lo stesso utilizzato nella formazione tradizionale. A tal proposito viene in aiuto la SSE Scale (Satisfaction with Simulation Experience Scale)6. Nello studio che ne ha permesso la validazione emerge che la simulazione è molto apprezzata dagli studenti, indipendentemente dal livello di fedeltà ma solleva interrogativi circa la necessità o meno di investire in costose modalità di simulazione (Nota7).

Dal 2019 lo stesso prezioso strumento è disponibile validato in lingua italiana8. Concludendo, una recente survey internazionale ha fatto luce sullo status della simulazione in educazione sanitaria. Attualmente la crescita globale della simulazione è disuguale circa i destinatari dei corsi stessi, circa l’integrazione curriculare, l’uso di simulatori, l’attività di ricerca e il supporto delle infrastrutture. La maggior parte dei centri di simulazione che hanno partecipato alla survey in oggetto hanno mostrato una visione positiva sul futuro della simulazione, prevedendo una crescita del 55% nei prossimi 5 anni in termini di finanziamenti assegnati ai programmi di simulazione. Essi ritengono che i seguenti fattori influenzeranno lo sviluppo stesso dei programmi di simulazione: esigenze derivanti in primis dagli studenti, la visione del cambiamento da parte dei formatori (poiché il modello di educazione sanitaria è esso stesso in cambiamento), una maggior collaborazione fra centri di simulazione, la ridistribuzione dei fondi esistenti per le attività di simulazione (nota9).

Detto ciò sembra evidente come l’impegno di SIIET nella formazione debba essere rivolto a promuovere ed incentivare attività formative a forte contenuto in termini di tempo dedicato alla simulazione. Questo indirizzo ha ragion d’essere anche in riferimento alla continua e sempre più crescente necessità da parte dell’infermiere di emergenza territoriale di acquisire e mantenere competenze specifiche, a complessità variabile, che attraverso la formazione tradizionale non troverebbero in essa la miglior metodica di apprendimento.


Buona formazione in simulazione a tutti i colleghi.


Il Responsabile del Comitato Scientifico di SIIET. Enrico Lucenti.




Bibliografia:

1 Sprawls P. Evolving models for medical physics education and training: a global perspective [internet]. Biomedical Imaging and Intervention Journal. 2008, Jan-Mar; 4(1): e16. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3097696/ [Consulted in 16/12/2019].

2 Ross BK, Metzler J. Simulation for Maintenance of Certification. Surgical Clinics of North America. 2015, Aug; 95(4):893-905.

3 Lundy JS. Anatomy service report, February 14, 1929. In the collected papers of John S. Lundy. Rochester (MN): Mayo Foundation Archive; 1929.

4 Hegland PA, Aarlie H, Strømme H, Jamtvedt G. Simulation-based training for nurses: Systematic review and meta-analysis. Nurse Education Today. 2017, Jul; 54:6-20.

5 Lucenti E, Carini A. Simulazione su manichini ad alta fedeltà, una ricerca [internet]. Available from: https://www.nurse24.it/specializzazioni/ricerca/simulazione-su-manichini-ad-alta-fedelta-una- ricerca.html. [Consulted in: 7/01/2020]

6 Available at: https://www.newcastle.edu.au/__data/assets/pdf_file/0006/86541/SSE-Scale.pdf [Consulted in 7/01/2020]

7 Levett-Jones T, McCoy M, Lapkin S, Noble D, Hoffman K, Dempsey J, Arthur C, Roche J. The development and psychometric testing of the Satisfaction with Simulation Experience Scale. Nurse Education Today. 2011; 31(7):705-10.

8 Processo di validazione a cura del Prof. Guasconi M. e Tansini B. Disponibile presso la sede del Corso di Studi in Infermieristica, Università degli Studi di Parma, Sede di Piacenza.

9 Qayumi K, Pachev G, Zheng B, Ziv A, Koval V, Badiei S, Cheng A. Status of simulation in health care education: an international survey. Advances in Medical Education and Practice. 2014; 28(5): 457-67.

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